Auto elettriche prese di mira dagli hacker

Gli esperti di Kaspersky Lab, di cui noi di ICOM SRL siamo Gold Partner, hanno scoperto che i caricatori per veicoli elettrici (EV) forniti da un importante vendor presentavano delle vulnerabilità che avrebbero potuto essere sfruttate dai criminali informatici.
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Auto elettrica Thiene Schio Malo

Gli esperti di Kaspersky Lab, di cui noi di ICOM SRL siamo Gold Partner, hanno scoperto che i caricatori per veicoli elettrici (EV) forniti da un importante vendor presentavano delle vulnerabilità che avrebbero potuto essere sfruttate dai criminali informatici.

l?aumento dell’interesse per i veicoli elettrici con il conseguente aumento di richiesta del mercato, ha portato anche gli esperti di Kaspersky Lab a effettuare delle verifiche e a controllare i caricatori domestici, ampiamente disponibili in commercio, che includono la possibilità di accesso da smartphone, computer e altri dispositivi.

Quello che ne è venuto fuori è che, se compromessi, questi caricatori connessi potrebbero causare un sovraccarico di corrente, in grado di danneggiare se non distruggere la rete domestica.

I ricercatori, hanno notato che la vulnerabilità del sistema consisteva essenzialmente in:

  • avviare i comandi dei caricatori;
  • fermare il processore di caricamento;
  • impostarlo sulla massima corrente possibile;

Come fa, direte voi, un hacker ad arrivare addirittura ai caricatori elettrici?

Tutto quello che un malintenzionato dovrebbe fare per modificare il flusso di energia elettrica dei caricatori,  è ottenere accesso alla rete Wi-Fi cui è collegato il caricatore.

Come tutelarsi?

Noi di ICOM SRL, insieme a Kaspersky Lab raccomandiamo  di mettere in atto le seguenti misure di sicurezza:

  1. Effettuare regolarmente gli aggiornamenti di tutti gli smart device alle versioni più
    recenti. Gli aggiornamenti potrebbero, infatti, contenere delle patch per la risoluzione di
    vulnerabilità potenzialmente rischiose che, se lasciate senza soluzione, potrebbero dare ai
    malintenzionati libero accesso ad abitazioni e vite private.
  2. Non utilizzare la password presente di default nel router Wi-Fi o in altri dispositivi; è
    importante cambiarla, scegliendo combinazioni più sicure, e non utilizzare mai la stessa
    password per dispositivi diversi.
  3.  Si raccomanda anche di isolare la rete smart home dalla rete normalmente utilizzata dagli
    utenti e dalle loro famiglie per la normale navigazione su Internet. Questo assicura che,
    qualora un dispositivo venisse compresso da un malware generico, magari diffuso
    attraverso il phishing via email, la rete smart home non venga coinvolta.

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ICOM SRL è la software house e system integrator che da oltre 30 anni offre i migliori servizi e prodotti informatici nell’Alto Vicentino, aiutando le aziende a crescere e migliorarsi sempre di più.

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